Carnevalone 2011

Al principio si vota a Pomigliano

laddove l’operaio un po’ classista

capiva che a produrre un po’ più piano

portava utile anche al capitalista

per via che far macchine in gran quantità

doveva coniugarsi a buona qualità.

 

Fecero il referendum e, cosa buffa,

nel risultato pure un po’ insultante

anche senza ricorrere alla truffa

forti pressioni e di minacce tante

con la complicità di quegli insetti

che chiamerem Bonanni ed Angeletti.

 

63 su cento si dessero contenti

di rinunciare a pause, soldi e ferie

“lo prenderem nel cul stringendo i denti”

dissero in cor “siam persone serie”.

E dunque fatte le prove generali

l’A.D. annunciò “sarete tutti uguali”.

 

Così l’offensiva arriva a Mirafiori

Cicchitto, poi Casini e poi Fassino

(e per i metalmeccanici furon dolori)

erano tra gli ascari che “salvorno Torino”.

Ergo se così deve girar la ruota

si capisce perché in Piemonte vince Cota!

 

Ecco si arriva all’obiettivo finale,

distruggere ogni sorta di diritto,

con il potere in mano al capitale

e l’operaio sempre a culo dritto

costui è sempre più affamato

ed il crumiro maggiormente pagato.

 

La storia finisce qui al Carnevalone

dove il figuro è ben rappresentato

riprodotto col corpo di bullone

invece di metalmeccanico sfrontato.

Ma affinché la realtà ognun di noi non perda

L’aspetto del suo tronco è come lui: una merda.

 

Il 13 marzo in questa ampia piazza

non ci sarà nessuno a dire “ammazza, ammazza”

faremo in modo che ognuno sia appagato

soltanto dopo averlo visto qui bruciato.